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    2026-07-13Alessandro Zagra

    Fotoinserimenti e rendering per Commissione Paesaggistica

    Fotoinserimenti e rendering per Commissione Paesaggistica

    I fotoinserimenti per la Commissione Paesaggistica mostrano come un impianto fotovoltaico, agrivoltaico o BESS si inserisce nel luogo reale: stato attuale, progetto, opere accessorie e mitigazioni, letti da punti di osservazione riconoscibili.

    Per developer, EPC, studi di ingegneria e consulenti ambientali che sviluppano impianti utility-scale, il lavoro consiste nel tradurre layout, quote e dati di progetto in immagini confrontabili e coerenti con la documentazione della pratica.

    Questa guida riassume cosa deve mostrare un fotoinserimento, come viene costruita una fotosimulazione tecnica e quali materiali servono per prepararla.

    Cosa dovrebbe mostrare un fotoinserimento per la Commissione Paesaggistica

    Quando la pratica richiede una lettura visiva del progetto, un set di immagini utile alla valutazione mette a confronto:

    • stato attuale: la fotografia del sito prima dell'intervento, che fissa il riferimento;
    • stato di progetto senza mitigazione: moduli, strutture e opere come da layout, per leggere l'impatto delle opere tecniche;
    • mitigazione iniziale: il progetto con le opere verdi appena messe a dimora;
    • eventuali scenari 5/10/20 anni: l'evoluzione della vegetazione secondo le ipotesi del piano di mitigazione;
    • cabine, recinzioni, viabilità e opere accessorie: gli elementi che spesso determinano la percezione dell'impianto;
    • vegetazione: specie, disposizione e sviluppo previsti dal progetto;
    • eventuali viste invernali o notturne, quando sono pertinenti alla pratica e all'illuminazione prevista.

    La selezione di viste e scenari va concordata con il progettista e con le indicazioni dell'ente: non tutte le pratiche richiedono lo stesso livello di dettaglio.

    Quando servono rendering e fotoinserimenti nella documentazione paesaggistica

    Nell'ambito dell'autorizzazione paesaggistica ordinaria, l'allegato al DPCM 12 dicembre 2005, al punto 3.2, include una simulazione dello stato dei luoghi dopo l'intervento, estesa al contesto necessario per valutarne l'inserimento.

    Gli elaborati da presentare vanno definiti con il progettista in relazione al procedimento, alla disciplina applicabile e alle richieste dell'ente. Il passaggio in Commissione Paesaggistica e la documentazione per VIA, PAUR o PAS seguono ambiti e regole propri: per ciascun progetto occorre individuare quali valutazioni siano previste. Per la documentazione di VIA, PAUR e PAS il riferimento operativo è la guida su cosa devono mostrare i fotoinserimenti per VIA, PAUR e PAS.

    Le immagini devono comunque permettere di leggere le trasformazioni: posizione delle opere, altezze, materiali, modifiche del terreno e rapporto con il paesaggio circostante.

    Per le pratiche che richiedono fotosimulazioni tecniche a supporto della documentazione, il metodo di lavoro è descritto nel servizio di fotoinserimenti per VIA e permitting.

    Rendering 3D o fotoinserimento: quale elaborato preparare

    Il rendering 3D rappresenta il progetto attraverso una scena modellata. È utile per leggere gli ingombri, l'organizzazione dell'impianto e i rapporti tra le opere.

    Il fotoinserimento utilizza invece una fotografia del sito come base e vi integra il modello dell'intervento. Il riferimento è un punto di osservazione reale, con una prospettiva e un'inquadratura riconoscibili.

    La fotosimulazione può comprendere più immagini confrontabili dello stesso punto: situazione attuale, progetto senza mitigazione e progetto con la vegetazione prevista. Quando la valutazione riguarda la percezione da una strada, da un'abitazione o da un punto panoramico, questi confronti aiutano a leggere la trasformazione.

    Come viene costruita una fotosimulazione tecnica

    Una fotosimulazione tecnica nasce da fotografie reali e da dati di progetto. Il percorso di lavorazione segue passaggi definiti:

    1. foto dal punto di vista: ripresa dal punto concordato, con i parametri di scatto documentati quando disponibili;
    2. geolocalizzazione: individuazione dei punti fotografici e allineamento con coordinate e planimetria di progetto;
    3. modellazione 3D: costruzione del terreno e degli elementi necessari a ricostruire la scena;
    4. inserimento del progetto: moduli, inseguitori, strutture e volumi secondo il layout concordato;
    5. opere accessorie: cabine, recinzioni, viabilità, piazzole e sistemazioni;
    6. mitigazione: inserimento di vegetazione e opere verdi secondo il piano previsto;
    7. controllo prospettico e cromatico: verifica di inquadratura, proporzioni, luci e colori rispetto alla fotografia di base;
    8. output: immagini confrontabili per scenario, con etichette e formato adatti alla documentazione.

    Il controllo prospettico e cromatico è la fase che rende l'immagine leggibile e attribuisce le differenze tra gli scenari alle opere rappresentate.

    Quali materiali servono per preparare i fotoinserimenti

    Per impostare il lavoro è utile raccogliere una versione aggiornata degli elaborati e indicare eventuali dati ancora provvisori.

    MaterialePerché è utile
    Layout dell'impianto in DWG o KMZIndividua posizione, orientamento e ingombri delle opere
    Fotografie originali e posizione dei punti di vista (POV)Forniscono la base fotografica e l'inquadratura di ogni vista
    Terreno o DTM, se disponibileAiuta a ricostruire pendenze e dislivelli che incidono sulla visibilità
    Dati sulle struttureSezioni, altezze e quote di moduli, tracker, cabine e container
    Opere accessorieRecinzioni, viabilità, piazzole e sistemazioni da rappresentare
    Progetto delle mitigazioniSpecie, disposizione e dimensioni della vegetazione prevista
    Scenari richiestiStato attuale, senza mitigazione, con mitigazione, 5/10/20 anni, viste invernali o notturne
    Scadenza della praticaDefinisce tempi e priorità della produzione

    Per le fotografie sono utili anche altezza di ripresa, focale e coordinate, quando disponibili. È preferibile condividere i file originali insieme alle indicazioni sui punti fotografici: ritagli e compressioni possono rendere più difficile ricostruire la vista.

    Come scegliere i punti di vista

    I punti fotografici vanno concordati con il team di progetto e, quando presenti, con le indicazioni dell'ente. La selezione dovrebbe coprire le situazioni in cui l'intervento risulta visibile e quelle rilevanti per la valutazione.

    Tra i punti da esaminare possono esserci strade di accesso, viabilità pubblica, abitazioni, percorsi panoramici e luoghi tutelati. Anche una vista ravvicinata può essere utile per valutare una cabina o una recinzione; una vista più ampia chiarisce il rapporto dell'impianto con il territorio.

    Ogni punto dovrebbe avere un identificativo riportato nelle fotografie e nella planimetria. Nei confronti tra scenari, inquadratura e prospettiva devono restare coerenti, così da attribuire le differenze alle opere rappresentate.

    Che cosa mostrare per fotovoltaico, agrivoltaico, eolico e BESS

    Nel fotovoltaico a terra contano moduli, cabine, recinzioni, accessi e sistemazioni del terreno. Per l'agrivoltaico occorre leggere anche altezza e disposizione delle strutture, interfile e assetto agricolo previsto. Un esempio applicativo è nel caso studio agrivoltaico con mitigazioni e scenari stagionali.

    Nei sistemi BESS, container e cabine formano volumi compatti: distanza dall'osservatore, quota della piazzola e vegetazione lungo il perimetro possono cambiare sensibilmente la loro percezione. Per gli impianti eolici vanno rappresentati gli aerogeneratori insieme alle opere accessorie visibili, mantenendo la relazione con il contesto territoriale.

    Il modello deve seguire il layout concordato. Eventuali varianti vanno identificate prima di produrre le immagini finali, evitando che tavole e fotoinserimenti facciano riferimento a versioni diverse del progetto.

    Come rappresentare le mitigazioni nel tempo

    Un confronto utile distingue lo stato di progetto senza mitigazione da quello con le opere verdi previste. Se la valutazione richiede scenari evolutivi, si possono aggiungere viste nei primi anni dall'impianto e a 5, 10 o 20 anni.

    Gli scenari devono basarsi sulle indicazioni del piano di mitigazione e del tecnico competente: specie, dimensioni iniziali, portamento, densità e ipotesi di sviluppo. Le etichette temporali descrivono le ipotesi utilizzate nella simulazione; l'effetto rappresentato va letto insieme a queste condizioni.

    Per il progetto delle opere verdi e la loro rappresentazione, il riferimento è il servizio di mitigazioni paesaggistiche.

    Quando utile al progetto, viste invernali permettono di valutare la schermatura delle specie caducifoglie. Le simulazioni notturne riguardano invece gli effetti dell'illuminazione prevista e vanno impostate sui relativi dati progettuali.

    Un esempio del metodo è disponibile nel caso studio BESS sulla mitigazione paesaggistica, che affronta la rappresentazione delle opere tecniche e della vegetazione perimetrale.

    Una verifica prima della consegna

    Prima di inserire i fotoinserimenti nella relazione, è utile verificare che:

    • le opere corrispondano alla versione del layout indicata;
    • altezze, quote e posizione del modello siano coerenti con gli elaborati disponibili;
    • i punti fotografici siano identificabili;
    • gli scenari siano confrontabili e accompagnati da etichette chiare;
    • materiali e colori seguano le indicazioni di progetto;
    • la vegetazione esistente e le nuove mitigazioni siano distinguibili;
    • risoluzione e formato consentano una lettura agevole nelle tavole.

    Questa verifica rende più semplice il coordinamento tra chi produce le immagini e chi prepara la documentazione da presentare.

    Hai una pratica da presentare alla Commissione Paesaggistica?

    Inviami layout, punti di vista disponibili e scadenza: posso valutare quali fotoinserimenti e scenari conviene preparare.

    Richiedi una valutazione del progetto

    Domande frequenti

    È sufficiente un rendering 3D per la Commissione Paesaggistica?

    Gli elaborati richiesti dipendono dalla pratica e dalle indicazioni dell'ente. Un rendering 3D aiuta a leggere il progetto; un fotoinserimento su una fotografia del sito permette di valutarlo da un punto reale. La scelta va concordata con il progettista che prepara la documentazione.

    Quanti fotoinserimenti occorrono?

    Il numero va definito in base alla visibilità del progetto, ai punti sensibili e alle richieste ricevute. È utile concordare prima punti di vista e scenari, così da dimensionare il lavoro e ottenere confronti significativi.

    Quali fotografie devo fornire?

    Servono fotografie originali dei punti di osservazione concordati e una planimetria che ne indichi posizione e direzione di ripresa. Sono utili focale, altezza della camera e coordinate quando disponibili. Se il rilievo fotografico deve ancora essere effettuato, i punti possono essere organizzati prima degli scatti.

    Si possono mostrare le mitigazioni a 5, 10 o 20 anni?

    Sì, quando questi scenari sono utili o richiesti. La rappresentazione viene impostata sulle indicazioni del piano di mitigazione e sulle ipotesi di sviluppo definite con il tecnico competente.

    Da che cosa dipendono tempi e preventivo?

    Contano la complessità del modello, la disponibilità dei dati, il numero di punti di vista, gli scenari e le revisioni previste. Layout, fotografie e scadenza permettono di valutare il lavoro in modo concreto.